EUSTACHI Bartolomeo

TABULAE ANATOMICAE ... praefatione notisque illustravit [...] Joh. Maria Lancisus... Venetiis: Typis Bartholomaei Locatelli, 1769

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1 390,00 € tasse incl.

In-folio (mm 450x295). Pagine [12], XVI, 34, [10] con 1 ritratto del Lancisi in antiporta e XXI carte di tavole incise in rame da Pietro Monaco fuori testo. Vignetta con una lezione di anatomia incisa in rame al frontespizio stampato in inchiostro rosso e nero. Tavole montate su brachette, una con il margine esterno pareggiato in carta antica ma bella copia, marginosa. Legatura moderna in mezza pergamena.

Quarta edizione dell’opera del grande anatonista del ‘500, Bartolomeo Eustachi (1510 ?- 1574) pubblica nel 1563 a Venezia, pgli Opuscula anatomica, una raccolta di cinque trattati  in cui espone i risultati che aveva raggiunto nelle sue ricerche anatomiche. Da tempo, tuttavia, Eustachio lavorava a un’opera più ambiziosa sull’anatomia umana corredata di grandi tavole anatomiche e un commento in cui siano discusse ple affermazioni del suo acerrimo avversario, il Vesalio, che nel 1543 aveva pubblicato il De humani corporis fabrica. Nella prefazione agli Opuscula, infatti, Eustachio annuncia la pubblicazione di quarantasei tavole, incise su rame, ma, purtroppo, a causa del grosso impegno finanziario e anche all’età ormai avanzata che non pochi problemi di salute gli causava, muore senza riuscire a pubblicare l’opera. Da quel momento del lavoro dell’ùeustachio se ne perdono le tracce, nonostante le disperate ricerche. Nel 1712, finalmente, i rami delle tavole anatomiche di Eustachio sono ritrovate grazie al certosino lavoro di ricerca di Giovanni Maria Lancisi. Con l’aiuto del papa Clemente XI, che si preoccupò di acquistarle e metterle a disposizione del Lancisi, il 21 maggio 1714, in occasione dell’inaugurazione della biblioteca dell’ospedale del Santo Spirito – oggi nota come Biblioteca Lancisiana – a cui parteciparono il papa, i cardinali, prelati e nobili romani, nel momento culminante della cerimonia, fu presentata l’edizione in folio delle tavole anatomiche di Bartolomeo Eustachio, con il commento che Giovanni Maria Lancisi.  Nel frontespizio è stampata un’acquaforte di Pietro Leone Ghezzi (1674-1755) che rappresenta Eustachio mentre dissezione un cadavere umano nel teatro anatomico; sopra, in caratteri cubitali, si legge il nome di Clemente XI, che aveva patrocinato sia il recupero dei rami sia la loro pubblicazione, e che è il dedicatario dell’edizione.
 Cfr.  Choix 454; Choulant 61; Morton 391; Wellcome II, 536.

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