MEERMAN George

ORIGINES TYPOGRAPHICAE prior [-alter]. Prostant Hagae Comitum: apud Nicolaum van Daalen; Parisiis: apud Guil. Franc. De Bure, juniorem; Londini: apud Thomam Wilcox, 1765.

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Due parti in un volume in-4° (mm 266x210). Pagine XI, [1], 260; IV (di VIII), 312. Al primo tomo ritratto calcografico dell'Autore in antiporta, ritratto inciso in rame di Laurens Janszoon Coster e 1 tabella ripiegata, al tomo 'alter' 10 tavole calcografiche, di cui una doppia, fuori testo, e numerate I-VI, VI*, VII-IX. Qualche arrossatura e gora alla carta di guardia anteriore, all'antiporta e alle ultime 3 carte. Legatura coeva in pelle, fregi e titoli in oro su tassello rosso al dorso, contropiatti e sguardie in carta decorata a pettine, tagli rossi, abrasioni agli angoli. Al recto della guardia anteriore firma di possesso 'Leon Dorey 26 Decembre 1888',  alla sguardia posteriore note a matita relative all'acquisto del volume. Nel complesso un buon volume.

Prima edizione di quest'opera  di George Meerman (1722-1771) giurista e gran viaggiatore ma anche uno dei più grandi bibliofili e collezionisti d’Olanda. Il volume è dedicato alla storia delle origini dell'arte tipografica, in cui si attribuisce un ruolo di primo piano - oggi universalmente riconosciuto a Gutenberg - al tipografo di Haarlem Laurens Coster. Oltre ai capitoli relativi agli albori della stampa ad Haarlem, il volume passa in rassegna i progressi dell’arte tipografica tra le altre cose anche in Cina e, ovviamente, in Italia. Non mancano i riferimenti alla bibbia, in primis quella di Guttemberg e e la Bibbia Menteliana.
L'importanza dello scritto di Meermen risiede nella metodologia, base dell'approccio scientifico degli studi successivi su questo argomento, evidenziato dalle numerose traduzioni e ristampe che se ne ebbero negli anni.
Il ritratto dell'Autore è inciso da Jean Daulle su disegno di Peronneau, mentre quello di Coster si deve a Jakobus Houbracken su disegno di Aert Schouman; le 10 tavole - 11 secondo la scheda SBN per la presenza di una tavola doppia - sono invece incise da Abraham Issak Polack su disegno di Cornelius van Noorde. Come molti esemplari attestati, anche il presente risulta mutilo delle cc. *3 e *4, nonostante il richiamo a fondo pagina sia corretto e non risultino evidenti mancanze testuali: la presenza sul mercato antiquario internazionale di copie con la stessa composizione, e non segnalate come mutile, porta quindi a ipotizzare che si tratti di una variante nella tiratura più che di una lacuna dell'esemplare.
Cfr. Bigmore - Wyman II, 32-35; Enschede, Typefoundries, xix, 206.

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